Report dalla olimpionica Bardo

Quest’anno la Crazy-Week (16-23 Gennaio 2010) si è tenuta nella città sede delle gare di snowboard delle ultime olimpiadi invernali di Torino 2006, Bardonecchia.

Quest’anno il gruppo era molto nutrito, si sono contati 11 riders o Crazy-riders, un bel gruppetto di ragazzi con la stessa passione per lo snowboard e con tanta voglia di divertirsi una settimana tutti assieme. Oltre alle faccie note che partecipano tutti gli anni all’evento principale della crew, quest’anno si sono aggiunti nuovi ragazzi da Pietro, per tutti “Peter”, i ragazzi si San Giustino (Alessio,suo fratello Vincenzo e Andrea alias “Salva”) e Andrea, “Petti” per tutti quanti. Ci tenevo ad elencarli tutti poiché oltre che a bravi riders (chi più e chi meno) si sono mostrati ottimi compagni di avventure sulle piste e fuori dalle piste.

Insomma nuove persone, ma lo spirito del gruppo è stato sempre lo stesso, girare in snowboard e divertirsi tutti quanti assieme, sapendo che nessuno di noi è un fenomeno sulla tavola.

La partenza a differenza degli altri anni è stata ad un’orario molto più decente, poiché i nostri appartamenti erano liberi nel tardo pomeriggio, quindi con calma ed anche un po’ di ritardo carichiamo tutti nel bel furgone ampio e spazioso che il nostro, oramai mitico, Omar ci aveva trovato con l’aggiunta della nuova e fiammante station del presidente Michele. Si parte in direzione Bardonecchiaaaaaaaaaaaaaaaaaa!!!!

Il viaggio è abbastanza lungo e reso ancora più lungo dalle innumerevoli soste causate dalla vescica piena di birre che ci siamo scolati durante il viaggio, alla fine ho contato un cartone da 15 birre del baffo che se ne sono andate (autisti esclusi). Arriviamo a Bardonecchia nel tardo pomeriggio, arriviamo al nostro residence a Campo Smith e prendiamo subito possesso dei 2 appartamenti. Sistemate tutte le nostre cose è già sera, quindi decidiamo per una bella spaghettata ed una partita a texas poker, partita che poi è andata a finire fino a tarda notte.

La mattina dopo si aprono le danze, partiamo alla scoperta delle piste da quelle del Colomion, dove è posizionato il nostro residence, passando per le piste del Les Armauds fino alle piste del Melezet dove è posizionato il “Fiat Freestyle Team Snowpaking” ed il mitico Hlf-Pipe olimpico dove 4 anni fa i migliori riders al mondo si sono sfidati per l’ambita medaglia olimpica. I primi due giorni (domenica e lunedì) lì passiamo fra le piste e qualche bazzicata sullo snowpark per togliere un pò di ruggine.

La sera prima di cena siamo invitati dalla scuola “Superfly” a Melezet per un festa/concerto live a base di vinello, dove abbiamo fatto festa assieme ai maestri della scuola…

Purtroppo ci dicono che il park martedì e mercoledì è chiuso per manutenzione ed aggiunta di nuove linee, quindi martedì optiamo di andare a visitare l’altro versante di Bardonecchia, lo Jafferau. Qui a differenza dei giorni passati entriamo in un clima più da montagna vera e pura, peccato per gli impianti che tranne per la funivia iniziale, sono abbastanza vecchi e con uno skilift degno dei nostri appennini centrali, però qui troviamo molti fuoripista che un gruppetto di noi decide di esplorare, mentre gli altri se ne ritornano sul versante surfato fino al giorno prima.

Mercoledì la gran parte del gruppo ritorna al Jafferau per andare a saltare un kicker in fresca che i ragazzi avevano preparato il giorno prima, mentre il resto del gruppo rimane sull’altro versante a provare trick in pista e fare qualche surfata sulle piste davvero poco affollate.

La sera eravamo stati invitati dal maestro Luigi “Gigio” al locale “Garage” a Bardonecchia, ma prima tutto il gruppo si è andato a fare una bella pizza per cena ed a stomato pieno siamo andati a far festa al “Garage” dove abbiamo visto Tato Chiala che tranquillo si beveva le sue birre e subito è scattata la foto di rito con il pro rider italiano. La serata è andata avanti a birre e qualche partita a biliardo e biliardino in un pub vicino.

Giovedì riapre il park quindi  la mattina ci dirigiamo tutti quanti verso Melezet dove andiamo ad esplorare prima e poi provare le nuove strutture preparare nei giorni di chiusura dello snowpark. In tarda mattinata buona parte del gruppo decide di prendere per qualche ora un maestro alla scuola Superfly e quasi per un caso ci capita Luigi “Gigio”, mentre il resto del gruppo si piazza nel park, gli altri seguono il Luigi prima in pista per affinare qualche difetto di posizione e migliorare i trick in pista e poi in park per migliorare l’approccio nei box e nei kicker.

L’ultimo giorno di snow (Venerdì) è dedicato alle riprese video nello snowpark, anche se prima Io e Michele decidiamo di riprendere qualche ora con il maestro Luigi, ma verso la fine della lezione incappo in una brutta caduta, atterrando di schiena dall’ulitmo salto per poi riprendermi dolorante ma ancora funzionante, ma poco dopo per riprendermi da un box approcciato male appoggio il braccio a terra ed il dolore che prima era sopportabile diventa forte e decido di chiudere prima la mia lezione.

Ci ritroviamo tutti quanti al rifugio sotto lo snowpark per un pranzo ed un veloce riposino. Si riparte dopo poco con ancora il mio braccio dolorante e decido di segue il gruppo, telecamera in mano, nelle loro evoluzioni nello snowpark, vengono fuori delle buone riprese e si continua così fino a chiusura dello snowpark. I ragazzi mi permettono di macinare ottimi minuti di riding sulla videocamera, ma il Billo voleva impressionare la mia videocamera e parte con i primi backflip… alla fine ne chiude due di fila, ma nell’ultimo tentativo cade male e quasi rovinosamente, non riesce ad appoggiare una gamba e sente dolori fortissimi all’anca, quindi ci fiondamo alla Corce Verde alla base dello snowpark e subito viene portato al pronto soccorso di Susa. Gli altri rientrano con mezzi diversi al residence in attesa di una qualche risposta dello stato del Billo. In serata il Billo viene riportato al residence da Michele, Pietro e Vincenzo (che era rimasto con lui) e ci comunicano che non c’è nulla di rotto, ma comunque il Billo non riusciva ad appoggiare il peso sulla gamba.

Dopo cena i ragazzi escono, tranne gli “infortunati” e pochi altri che rimangono con noi a farci compagnia e darci una mano con le valigie.

La mattina è l’ora di ripartire verso casa,  dopo aver svegliato chi la sera prima è uscito ed ha qualche ora di sonno in meno, rimettiamo a posto gli appartamenti e carichiamo sul furgone le valigie, gli infortunati vanno in macchina con Michele, mentre tutti gli altri dentro al furgone.  Mentre passavano i km ed il paesaggio alpino si trasformava piano piano in appenninico, ci rendevamo sempre più conto che questa stupenda settimana era alla fine e che da lunedì si sarebbe ripartiti con la solita routine di sempre, ma che questi giorni passati assieme sarebbero rimasti nella nostra testa come un bellissimo ricordo, anche grazie ad un gruppo che anno dopo anno, oltre che ad aumentare di numero, è sempre più unito e che si diverte a stare assieme ed andare in snowboard.

Simone